Laura Musso

La Scuola alcologica territoriale, anzi le Scuole alcologiche territoriali, dal momento che ne esistono di tre tipi, sono un tipo di scuola un po’ particolare. È una scuola perché vi si insegna qualcosa.
È alcologica perché si parla di alcol e di tante cose che all’alcol si collegano.
È territoriale perché non si svolge all’interno di un edificio all’ingresso del quale c’è scritto ‘Scuola’, ma si tiene di volta in volta in luoghi diversi di un certo territorio a seconda delle necessità e delle possibilità.
L’idea di organizzare le Scuole alcologiche territoriali è stata del professor Vladimir Hudolin, lo psichiatra croato che ideò il metodo di trattamento dell’alcolismo che utilizza i Club degli alcolisti in trattamento. La Scuola alcologica è infatti il momento formativo che accompagna il percorso delle famiglie nei CAT e la maturazione culturale della società a proposito dei problemi legati all’uso di alcol.
Essere consapevoli di ciò che accade, sentirsi protagonisti di ciò che si sta costruendo, conoscere la strada che si sta percorrendo, sono tutti elementi che migliorano la qualità della partecipazione ad un percorso. Questo è un aspetto fondamentale per una metodologia com’è quella dei CAT, che ha capovolto la consueta tendenza a delegare i problemi della propria salute a qualcuno ‘esperto’ che magicamente li risolva, trasformandola in una attiva presa di coscienza di quanto ognuno può fare per il benessere proprio e della propria comunità.
La Scuola alcologica territoriale è composta di tre moduli, in pratica tre tipi diversi di questa Scuola, che sono rivolti a diversi destinatari.
Il primo modulo è rivolto a tutte le famiglie che entrano a far parte di un Club: è un po’ come il saluto iniziale a queste persone che hanno scelto di cominciare un cammino nuovo ed anche un po’ inconsueto, ed hanno perciò bisogno di capirci qualcosa di più.
Il secondo modulo è rivolto a tutte le famiglie che stanno partecipando ad un Club da qualche tempo, e poiché il tempo è passato, alcune risposte si sono trovate, ma nuove domande sono comparse. Il secondo modulo è un aggiornamento delle famiglie che stanno continuando a partecipare al Club.
Il terzo modulo è invece rivolto alle famiglie che vivono in una certa comunità, senza avere un problema specifico con l’alcol, ma che per vari motivi possono avere interesse a conoscere qualcosa sull’argomento. Potranno poi decidere che cosa farne.
«Formazione ed aggiornamento rappresentano il perno del sistema ecologico – sociale nei programmi territoriali. Formazione ed aggiornamento delle famiglie, degli operatori e delle comunità locali sono attivi già a partire dall’inizio dell’attività del primo Club degli alcolisti in trattamento in Italia; ma nonostante questo, causa della rapida crescita del numero dei Club e degli altri programmi per i problemi alcol correlati, è diventato imperativo dare maggiore spazio sia nelle ricerche che nel lavoro pratico alla formazione ed all’aggiornamento».
Vl. Hudolin (1996)